Il piercing genitale ha sempre esercitato un enorme fascino sulla mia immaginazione. Ma come tante altre ragazze ero veramente preoccupata delle conseguenze che questo piercing avrebbe avuto sul mio organismo femminile così complesso e delicato. Dunque mi limitavo a invidiare le mie amiche che avevano dimostrato il coraggio – o la sventatezza? – di bucarsi il clitoride, le grandi labbra o il cappuccio, sprezzanti dei pericoli che il mio cervello ipocondriaco continuava a figurarsi ovunque. Nel frattempo ho fatto buchi in qualsiasi parte del corpo, ma sapevo dentro di me che prima o poi avrei voluto affrontare quella piccola sfida, quel gioco auto gratificante e fascinoso che il piercing genitale mi era sempre apparso.
At A Glance Author Farnese Vandimion Contact Farnese Vandimion@bme.anon When Three months ago Artist Simone Studio Skinwork Location Seriate, Bergamo, Italia Ho iniziato a raccogliere materiale a proposito, attingendo oltre che alla fonte eccezionale di Bme a risorse mediche e a esperienze di persone che conoscevo, e la posizione che è ho subito escluso era quella del piercing al clitoride propriamente detto, che poteva, in alcuni casi, andare a ledere i piccoli centri nervosi provocando l'insensibilità agli stimoli...mi sembra che il gioco non valga la candela. Mentre alle grandi labbra mi sembrava più difficile da guarire e più soggetto ad infezioni, il buco nel cappuccio del clitoride era perfetto per me. È praticato nel lembo di pelle che ricopre il clitoride che è un piccolo prepuzio che si contrae nei momenti di eccitazione. Comporta una guarigione minima, seppur seguita con la più assoluta igiene e una dose accettabile di buon senso. Il gioiello, essendo inserito in questo lembo di pelle, fornisce continua stimolazione dell'area sottostante, il clitoride, che ne rimane costantemente beneficiato a livello di sensazioni , provocando anche in occasioni quotidiane – ad esempio in bicicletta, provate :P!! – momenti di puro piacere. Nessun centro nervoso è intaccato, e non è soggetto a infezioni di sorta. Si può praticare orizzontalmente o verticalmente, e quest'ultima pare essere l'alternativa che porta maggiore piacere. Non c'era nulla da fare, ero partita!
Ho chiamato lo Skinwork di Seriate, appena fuori Bergamo, che è uno studio altamente professionale e dall'atmosfera amichevole, e ho fissato l'appuntamento per il sabato, giorno in cui Simone, un fantastico artista, una persona squisita, si riservava di fare i piercing solitamente, mentre il resto della settimana è dedicata alla passione e alla dedizione per i tatuaggi. I giorni sono passati veloci, non mi rendevo neanche conto che la data fatidica si avvicinava, non volevo pensarci perché questa sfida contro me stessa mi eccitava e spaventava al contempo, e non sapevo se l'avrei spuntata io o la paura.
Il venerdì sera prima del grande evento sono andata a ballare e sono tornata a casa alle dieci del mattino alquanto provata. Nove ore dopo, scortata dal mio ragazzo, mi sono avviata verso lo Skinwork con i postumi di una sbronza rovinosa (don't try this at home! :P) e con la paura che cresceva esponenzialmente. Il mio piercing era l'ultimo della giornata, e per non permettere che durante questa delicata procedura potessi essere disturbata Simone ha tirato giù la serranda dello studio mentre preparava i ferri del mestiere.
La pulizia, la bellezza e la completa professionalità del luogo, già dimostratami in precedenza, mi permettevano di non svenire dall'angoscia e dal pensiero imbarazzante di dovermi spogliare di fronte a un uomo con vent'anni più di me e farmi perforare proprio lì. Il mio ragazzo, che mi accompagnava, mi ha stretto la mano finchè non sono finalmente entrata nella sala sterile per iniziare la procedura. Mi è stata provata la temperatura corporea, e poi Simone con grandissima precisione mi ha spiegato il lavoro che stava per compiere. Avrebbe bucato la pelle dopo essersi accertato che la mia anatomia fosse idonea a una tale collocazione del gioiello, e dopo aver calcolato esattamente la simmetria del mio corpo per conferire armonia e far integrare perfettamente il piercing. Mi sono spogliata...ero terribilmente imbarazzata ma piano piano l'adrenalina è salita e non vedevo l'ora di finire per ammirare quel fantastico ornamento sul mio corpo. Il lavoro è stato eseguito a mano libera, in maniera assai precisa mentre io cercavo di non far sobbalzare violentemente dai tremori le mie povere gambe divaricate. Mentre ero lì che non facevo altro che pensare 'non urlare, qualsiasi cosa succeda non urlare', Simone mi ha detto di trattenere il fiato e...voilà! L'ago era entrato e io non mi ero accorta di nulla.
Qualche secondo e il gioiello è stato inserito, piccolo, discreto, ma con due brillantini incastonati che erano la fine del mondo. Sono stata disinfettata, ho aspettato comodamente sul lettino un attimo e mentre il mio piercer mi lasciava sola ho guardato il lavoro compiuto. Era un capolavoro, un regalo a me stessa e una affermazione del mio potere sulle paure e sulle ansie ingiustificate. L'ho amato dal primo momento e ancora continuo a considerarlo uno dei gesti più significativi e auto gratificanti che abbia mai fatto. Ma bando alle ciance, vi chiederete probabilmente come avviene la guarigione del vertical hood. Ci vuole massimo una settimana perché il vostro piercing sia visibilmente perfetto, senza alcun piccolo gonfiore. A me, personalmente, il gonfiore è durato esattamente un giorno, era comunque minimo, e non ha comportato alcuna difficoltà. È bene comunque tenerlo pulitissimo (ma è una cosa che non andrebbe nemmeno detta, tanto è assolutamente ovvia) ed evitare soprattutto rapporti sessuali con persone che non conoscete, perché un piercing è pur sempre, anche se piccola, una ferita! Se avete un partner fisso dopo pochissimo potrete già testarlo!
L'unica cosa a cui stare attente è il peso del gioiello. Dopo un mese che ce l'avevo, il mio mi faceva male, e ne ho dovuto mettere per un breve periodo uno di teflon leggerissimo perché a quanto Simone mi ha spiegato l'organismo cerca chiaramente di rigettare il corpo esterno e qualora succeda l'unico metodo sicuro per il benessere totale del piercing è utilizzare temporaneamente orecchini più flessibili e leggeri.
Consiglio vivamente questo genere di esperienza soprattutto alle ragazze che hanno bisogno di riconquistare fiducia in se stesse per quel che concerne il coraggio e la determinazione nel compiere un'azione un po' pazza, che non fa mai male ogni tanto, e che magari vogliono anche riconquistare fascino e sensualità ai loro stessi occhi prima ancora che a quelli del partner, che ne sarà probabilmente estasiato. Spero di essere stata d'aiuto con la mia esperienza a fare chiarezza su un piercing dalle mille potenzialità e incredibilmente indolore.