Mi ha sempre attirato il mondo della body art, ma ho cominciato ad interessarmene seriamente da non molto tempo.
At A Glance Author Lady Stardust Contact Lady Stardust@bme.anon When A month ago Artist don't know Studio tribal tattoo & body piercing Location Mallorca, Espana Questa passione riguardava, all'inizio, quasi esclusivamente i tatuaggi (ricordo che da bambina osservavo affascinata la grossa aquila disegnata sul braccio di mio zio), e si è estesa gradualmente a tutto il resto.
Fin da piccola immaginavo che prima o poi qualche tatuaggio sarebbe comparso sulla mia pelle, ma non avrei potuto immaginare che avrei desiderato ardentemente potermi sforacchiare in svariati punti del corpo per metterci delle barrette di acciaio 316-L (so che è un po' grezza come definizione per un piercing, ma vabbè).
Il mio primo piercing (alla cartilagine destra dell'orecchio) l'ho eseguito da sola, a casa mia, dopo aver acquistato aghi, pinze, soluzione salina, betadine (liquido sacro che ora non mi abbandona mai!) eccetera eccetera. Il risultato è stato molto buono (ma la mia sperimentazione si ferma qui, dato che non sono una professionista e non voglio creare danni!), da qualche settimana ho cambiato la barretta da 1,2 mm e ne ho messa una da 1,6 mm con una pallina più grossa, è ancora più carino. Per non parlare della soddisfazione che provo a portare in giro il mio "figliolo"...
A parte il fai da te, il piercing che più desideravo su me stessa era il setto.
Se qualche anno fa mi avessero detto che avrei bramato così tanto un anellino al naso... Beh, la vita è bella perchè è piena di cose inaspettate!
Agli inizi di luglio di quest'anno ho iniziato la ricerca di uno studio qualificato dove farmi bucare il nasino (nasino si fa per dire, ma insomma...): ricerca che si è rivelata più ardua del previsto. Infatti, dopo aver chiesto all'ottimo studio presente nel mio quartiere (dove però, ahimè, fanno solo tatuaggi), ho battuto le province circostanti: i risultati non sono stati dei migliori.
Per alcuni sarebbe stata la prima volta che bucavano un setto, altri non lo praticavano, e in uno studio, addirittura, la ragazza che prendeva gli appuntamenti mi ha guardata allibita: evidentemente non conosceva nemmeno il significato del termine "setto".
Abbastanza scoraggiata, ma non certo rassegnata, a fine luglio sono partita per le vacanze, destinazione Mallorca (isola dell'arcipelago delle Baleari, che fa parte della Spagna).
Appena arrivata, ho notato subito la presenza di svariati studi di tatuaggi e body piercing: potevo non cogliere al volo l'occasione?
Ho visitato gli studi della zona per due volte prima di iniziare a chiedere informazioni. E anche qui sembravano destinate a ripetersi le risposte infauste: niente septum piercing. Sono entrata speranzosa in uno studio di artisti inglesi, sperando che l'uomo da sogno che avevo visto (pochi capelli bianchi e un viso dolce come quello del mio nonno, con in più due braccia meravigliosamente tatuate e due tragus) mi potesse aiutare... e invece no, nemmeno lui faceva il piercing al setto (me l'ha dovuto ripetere dato che, oltretutto, parlo in modo pessimo l'inglese).
Senza perdermi d'animo, ho fatto un nuovo tour, ed ho scoperto uno studio al quale non avevo dato molta importanza.
E lì facevano il piercing al setto.
Ho chiesto informazioni alla ragazza che si occupava dei gioielli, che mi ha detto di ripassare quando sarebbe tornato il piercer. Detto, fatto: puntuale come la morte mi sono ripresentata lì nel primo pomeriggio. Mentre il tatuatore stava lavorando su un inglese grande come l'armadio di camera mia, ho fatto conoscenza col ragazzo che eseguiva i piercing.
Lui ha iniziato a parlarmi in inglese, ma sentendo che ero italiana ha pensato bene di iniziare a parlarmi in catalano con una velocità da rapper. Vabbè, l'importante era che il senso di ciò che mi voleva comunicare si intuisse.
Per entrare nel vivo della situazione: il piercer è andato a preparare lo studio, ho atteso una decina di minuti circa, guardando le foto dei loro lavori appese al muro. Poi mi ha chiamata, e io, sudando un pochino (caldo o agitazione?), mi sono preparata ad accogliere il mio nuovo bimbo d'acciaio.
Il ragazzo mi ha fatto scegliere il gioiello che avrei voluto indossare: scelta ardua, perchè ce n'erano parecchi di disponibili. Per un decimo di secondo ho pensato di mettere un discreto septum keeper di titanio nero, ma poi ha vinto il buonsenso: circular barbell!
Abbiamo chiacchierato un po' (nei limiti della reciproca comprensione), mi ha mostrato un album di foto di suoi lavori, tra cui scarificazioni, impianti, e una vasta serie di piercing.
Ho pensato: cacchio, è giovane (23 anni) ma lavora alla grande!
Mi ha spiegato due diverse procedure per il buco, a seconda della pinza; mi ha spalmato con un cotton fioc un po' di gel anestetico, poi ha preso le pinze e le ha strette sul mio setto.
Quello che ho sentito è stato un po' di pressione; quando l'ago è entrato ho sentito come una puntura appena percettibile.
In men che non si dica, avevo il mio scintillante gioiellino appeso al naso!
Il piercer mi ha dato tutte le istruzioni per la cura, assicurandosi che avessi capito tutto e mostrandomi come fare.
Sono uscita con un sorriso (scintillante pure quello), ho scambiato impressioni con la ragazza e la signora del negozio (mi hanno chiesto se mi aveva fatto male), e ho pagato la miserrima cifra di 20 euro (piercing + gioiello).
E' passato un po' di tempo, il mio naso sta benone e non ho mai avuto problemi nè dolore, solo una grande soddisfazione.
E quando mi guardo allo specchio non posso fare a meno di dire: "Setto, setto delle mie brame..."!